In piscina con le mie cicatrici
A volte pensiamo che tutti guardino, che ci giudichino, che il nostro corpo non sia abbastanza buono per il costume, il sole o la gioia. Ma a volte basta andare, anche con le cicatrici, i chili, i dubbi, e stare in pace. Perché il corpo che porta la nostra storia merita cura e calma anche in piscina.
Sono seduta sul telo, guardo i bambini che esultano di gioia in acqua, e accanto a me c’è il mio corpo. In costume...in pubblico... senza filtro.
È il mio corpo, che ho odiato per anni. Il mio corpo, che ho nascosto, represso, pesato, torturato con le diete, rimpinzato di vergogna e punito con lo sguardo allo specchio.
Eppure è qui. Sta sdraiato, respira, mi tiene a galla, scalda, raffredda, si muove, ride, è.
Alcuni giorni mi piace. Altri no, ma sto imparando a non umiliarlo. A non deriderlo, a non vederlo come un problema da risolvere.
Non so chi abbia deciso che un corpo in piscina debba apparire «proprio così», ma so che quelle decisioni per anni hanno distrutto tante donne belle.
Quante di noi sono rimaste a casa piuttosto che mostrare una pancia morbida? Quante di noi hanno rinviato il bagno, la gita, la gioia, perché non avevano il corpo «giusto»?
Solo che niente è una perdita di tempo più grande che odiare te stessa per come appari, invece di occuparti di come ti senti.
Il mio corpo ricorda tutti gli anni in cui mi odiavo.
Tutte le diete, i divieti, la vergogna. E oggi, sdraiata sul telo in piscina, guardandomi intorno, so che ognuna di noi ha qualcosa.
A volte è la pancia, altre volte le smagliature, le cicatrici, la pelle allentata, o solo quella sensazione interiore di non essere abbastanza.
Ma sai una cosa? Quella donna che secondo te appare perfetta forse proprio ora desidera la tua scioltezza, la tua naturalezza, i tuoi occhi, la tua voce, la tua risata.
Quella magra vorrebbe essere spiritosa. Quella forte vorrebbe essere magra. Quella silenziosa invidia quella che parla forte e quella coraggiosa a volte vorrebbe non essere al centro dell’attenzione.
Non è mai solo una questione di corpo, perché la bellezza, quella vera, è passeggera. Non è una taglia confezionata, è uno stato.
Il momento in cui sei in pace con te. Quando sei viva, non perfetta. Quando non sei contro di te.
E anche se ogni giorno ti sembrasse di essere all’inizio, il solo fatto che oggi sei venuta, sei seduta vicino all’acqua e doni al tuo corpo il tocco dell’acqua, del sole e del movimento, è cura, e quella conta.
Forse non sai da dove cominciare. Forse tutto questo sembra un tema grande, ma prova a iniziare in piccolo.
Un gesto al giorno, un respiro, una decisione: che non vuoi più punirti.
Ecco qualche modo gentile di prenderti cura di te, senza prestazione e senza pressione:
- Vai a nuotare, così, non per la figura, ma per te
- Spalma la crema sulle gambe piano, come un atto di attenzione
- Sdraiati a terra e percepisci il tuo respiro
- Indossa qualcosa in cui stai comoda
- Bevi un bicchiere d’acqua e goditelo un attimo
- Allungati come ti chiede il corpo
- Concediti un bagno o una doccia per il piacere
- Riposati, anche se «non hai fatto niente»
- Tocca te stessa o qualcuno a te vicino
- Guardati senza giudicare
Da Calmory:
Non è importante come appare il tuo corpo. È importante come ti senti in esso. E anche quando fa male, ogni giorno puoi ricominciare a essere per te un luogo sicuro.