Il dipendente ha diritto a un momento di calma? Igiene mentale e codice del lavoro ceco
Un dipendente può concedersi due minuti di calma durante l’orario di lavoro? Il codice del lavoro ceco non conosce il concetto di meditazione, eppure crea spazio per la tutela della salute dei dipendenti. Una breve pausa meditativa non deve significare una perdita di tempo né una violazione dei doveri di lavoro. Al contrario, può aiutare a lavorare con più concentrazione, più sicurezza e più distacco.
«Stai già dormendo qui?»
Una frase detta con un sorriso. Un collega è appena passato accanto alla scrivania alla quale un dipendente aveva chiuso gli occhi per due minuti. Non si era addormentato. Si era solo concesso una breve pausa, durante la quale si concentrava sul respiro. Eppure una situazione simile a molte persone sembra strana. Il caffè durante l’orario di lavoro lo consideriamo scontato, come una breve chiacchiera in cucina o il giro per un bicchiere d’acqua. Quando però qualcuno si concede due minuti di silenzio, può suscitare imbarazzo.
Forse è perché associamo il riposo soprattutto al corpo. Eppure proprio la nostra mente, durante la giornata di lavoro, è di solito la più caricata. Pensa, decide, risolve problemi, reagisce a nuove informazioni e salta tra i singoli compiti. Si pone quindi la domanda se, durante l’orario di lavoro, una persona abbia diritto a un breve momento che aiuti a quietare la testa.
Il dipendente ha, durante l’orario di lavoro, diritto a un momento di calma?
Se cercassi nel codice del lavoro ceco un capitolo dedicato alla meditazione, non ne troveresti nessuno. La legge, però, parla in modo molto chiaro della tutela della salute dei dipendenti e dell’obbligo del datore di lavoro di creare condizioni di lavoro sicure. Oggi sappiamo inoltre che la salute non è fatta solo di condizione fisica. Ne fanno parte anche il benessere psichico e la capacità di gestire un carico di lungo periodo.
Naturalmente questo non significa che chiunque possa, durante il turno, riposarsi mezz’ora quando vuole. Una breve pausa meditativa, però, non è in contraddizione con la prestazione di lavoro, se non disturba il funzionamento né l’adempimento dei doveri. Nella sua essenza non è troppo diversa dal momento in cui una persona si alza dal computer, si allunga la schiena o va a prendere un bicchiere d’acqua. La differenza sta solo nel fatto che, questa volta, è la nostra mente a ricevere la possibilità di riposare.
La salute mentale fa parte della salute
Ancora pochi anni fa del benessere psichico sul posto di lavoro si parlava piuttosto a margine. Oggi già i datori di lavoro e le istituzioni specialistiche sottolineano che lo stress di lungo periodo, l’esaurimento o il burnout rappresentano un rischio significativo per i dipendenti e per i datori di lavoro. Prevenire questi problemi è sempre più semplice che affrontarne le conseguenze.
Forse conosci una persona che è la prima sul posto di lavoro, se ne va per ultima e con un sorriso dice di non avere tempo per il pranzo. A prima vista sembra il dipendente ideale. Dopo alcuni mesi o anni, però, può emergere che il ritmo elevato ha avuto un prezzo. La produttività infatti non è una gara in cui vince chi resiste più a lungo senza riposo. A lungo termine la sostiene piuttosto la capacità di riconoscere il momento in cui è necessario rallentare un istante.
Due minuti che possono cambiare il resto della giornata
La meditazione è di solito molto più semplice di quanto la maggior parte delle persone immagini. Non devi andare in una stanza silenziosa né cercare mezz’ora di tempo libero. Basta sederti comodo, appoggiare i piedi a terra e per qualche istante seguire il tuo respiro. Quando i pensieri scappano verso un progetto in corso o verso la riunione del pomeriggio, riportali semplicemente indietro. Proprio questo ritorno è l’essenza di tutta la pratica meditativa.
Due minuti magari non cambieranno il piano di lavoro né il numero di mail nella casella. Possono però cambiare il modo in cui penserai al compito successivo. Molte persone descrivono che, dopo una breve pausa meditativa, riescono a concentrarsi meglio, a comunicare con più calma e a decidere più in fretta. Il cervello a volte non ha bisogno di più tempo. Ha bisogno solo di una breve occasione per espirare.
Quando cambia la cultura aziendale
Lo sguardo sul riposo durante l’orario di lavoro si trasforma poco a poco. Un tempo era quasi un segno di laboriosità vantarsi di non essere andati a pranzo o di essere rimasti in ufficio fino a tardi. Oggi sempre più datori di lavoro si rendono conto che la vera prestazione nasce da un equilibrio sano tra concentrazione e rigenerazione.
Un grande ruolo lo hanno i responsabili. Se loro stessi rispettano il significato delle brevi pause e creano un ambiente in cui la cura della salute psichica non è considerata un segno di pigrizia, possono contribuire in modo marcato alla soddisfazione di tutto il team. Non devono per questo costruire stanze relax né acquistare programmi costosi. Spesso basta cambiare lo sguardo su cosa significa un lavoro ben fatto.
Conclusione
La cura della propria psiche non è un segno di debolezza né di mancanza di impegno nel lavoro. Fa parte di una vita lavorativa sana. Il codice del lavoro ceco non menziona direttamente la meditazione, il suo obiettivo è però tutelare la salute dei dipendenti. Un breve fermo durante la giornata di lavoro può essere uno dei modi più semplici per portare questa idea nella pratica quotidiana.
Calmory consiglia
Prova, durante la giornata di lavoro di domani, a trovare due minuti solo per te. Non ti serve un posto speciale né tecniche complicate. Basta rallentare un attimo e dedicare attenzione al tuo respiro. Proprio da momenti piccoli come questi nascono abitudini che aiutano a gestire il carico di lavoro con più calma.
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