Il viaggio sul mio treno: filtri, maschere e la calma che ho trovato in me
Alzarsi ogni giorno con la sensazione di una supereroina che deve gestire senza errori l'affitto, i figli e le proprie emozioni, e la sera affrontare il vuoto e la superficialità degli appuntamenti digitali. Questa è la realtà che vivo adesso. Come, in un'epoca che mi costringe a essere merce in offerta nello scaffale della perfezione, restare me stessa? Questa storia è sul mio coraggio di togliere i filtri, sul profondo rispetto per gli uomini, ma anche sull'accoglienza della mia mutevolezza femminile. Sono arrivata a questo: la calma più grande non la trovo tra le braccia di un supereroe in boxer, ma nel ritmo del mio respiro e dei miei passi. Sali sul mio treno, dove il biglietto fino al capolinea appartiene solo ai più coraggiosi.
Supereroina in piloto automatico
Ogni mattina è uguale per me. La sveglia taglia senza pietà il silenzio, il caffè, un controllo rapido delle merende e quel monologo interiore infinito: «Oggi ce la fai. Sarai forte, guadagnerai, risolverai i compiti e soprattutto non crollerai.» Sono una supereroina in tuta, che ha dovuto imparare a essere tutto – papà, mamma, chi porta il pane e chi consola. Da anni vado a prestazione, in piloto automatico, perché tutto funzioni. Poi arriva la sera, i bambini finalmente dormono e nel silenzio del salotto si fa sentire l'altra parte di me. Quella che non vuole più essere solo una «macchina da rendimento». Quella che desidera un compagno, un uomo davanti al quale possa deporre lo zaino pesante dalle spalle, senza doverlo implorare.
Il mercato della perfezione vs. l'originale raro
Questo desiderio a volte mi porta nel mondo degli incontri online, che però mi insegna duramente che oggi conoscere qualcuno è più un e-commerce. Sfoglio le persone come un catalogo e sento come l'epoca cerchi di farmi diventare solo un articolo sullo scaffale. Ovunque c'è pressione sulla bellezza, sulla perfezione delle foto e sull'illusione di una vita senza problemi. Se ho i chili in più, che per me sono la prova di aver dato la vita, o cicatrici nell'anima, l'algoritmo mi spinge in seconda fila.
Ma sono già una donna grande e so che non intendo infilarmi nello scaffale delle offerte, solo per piacere a qualcuno a prima vista.
Sono rara, originale, bella, indomita, piena di passione, e ho qualcosa da offrire solo a chi non ha paura della profondità.
Maschere, mascolinità e specchi
Spesso sulle app di incontri incrocio «uomini spezzati», la cui chiusura e insicurezza si riflettono in una mascolinità convulsa. Mascherano la ferita con la posa da «alfa», ma dentro sono bambini che hanno paura di tutto ciò che non si spegne con un pulsante o che richiede autenticità. Il loro vuoto interiore si riflette poi nel modo in cui guardano le donne – spesso solo come uno strumento di piacere, un articolo che non deve complicare il loro mondo «senza problemi». È un gioco triste di dominio, che in sostanza copre l'incapacità di stare dritti davanti a una donna.
Allo stesso tempo percepisco che è anche uno specchio di ciò che mando verso gli uomini. So che se mi comporto a buon mercato, non posso stupirmi di attirare uomini che vogliono solo sesso e semplicità.
Dalla bambina ferita alla donna consapevole
Capisco sempre di più che il mio valore inizia proprio da come rispetto me stessa e da come mi avvicino agli uomini. Anche se il loro ruolo nella società è cambiato drasticamente, io li rispetto profondamente e li ammiro. So quanto sono importanti nella mia vita. Credo che chi è su un'app di incontri e fa sul serio passi un duro allenamento dell'anima e una purificazione interiore.
A volte sento ancora in me quella bambina ferita, che per suo padre è sempre stata «la seconda», che desidera essere vista e ha bisogno di lodi... Oggi però sono quasi guarita, perché sento che non ho più bisogno di implorare l'attenzione di nessuno. So dire un «no» chiaro ogni volta che sento che dovrei difendermi o dimostrare il mio valore e non potrei stare dritta davanti a un uomo. Questo mi ha insegnato che non ho bisogno di essere in una relazione a ogni costo. Perché quel costo è la mia vita.
L'ispirazione per me non sono solo i film, ma soprattutto i miei amici in relazioni profonde, mature e vere, che vogliono crescere insieme e non solo sopravvivere l'uno accanto all'altro.
La Maga, la Veggente e la verità interiore
Nella percezione del mondo degli incontri entra inoltre la mia mutevolezza femminile, che il mondo moderno ama tanto ignorare. Sento l'enorme forza dei gesti e delle parole a buon mercato che voglio sentire quando sono nel periodo dell'ovulazione. Allora il mio corpo e gli ormoni, che sono come su un'altalena, cercano inconsciamente quei predatori pieni di prestazione. Poi arriva la mia fase premestruale della Maga. Le maschere cadono, la profondità diventa necessaria e io chiamo l'autenticità. In questa fase spesso lascio perdere le app, perché quella superficialità del mondo online semplicemente non la sopporto.
So anche che un giorno arriverà la fase della Veggente, quando questa verità e questa profondità diventeranno parte permanente di me. La menopausa per me non è una fine, ma un passaggio verso la libertà assoluta di essere me stessa, indipendentemente dagli «scaffali delle offerte».
La mia vita è un viaggio in treno, non una vetrina
La mia vita però non è una foto ferma su Instagram. È un viaggio in treno. Il mio convoglio fuma attraverso il paesaggio, a volte passa tunnel bui, altre volte si scalda al sole. Alle fermate la gente sale e scende. Alcuni fanno solo una stazione, fanno disordine nello scompartimento e spariscono. Altri condividono con me il panino, ma alla prima deviazione scappano, perché il mio ritmo è troppo veloce, o troppo lento, e la mia profondità troppo spaventosa. E poi ci sono quelli di cui credo che si siederanno nello scompartimento e diranno: «Buongiorno, vengo con lei fino al capolinea.»
Credo che esista un uomo che non si spaventa delle mie lacrime, dei miei chili in più né della mia forza. Un uomo che capisce che la mia forza non è una minaccia, ma un complemento della sua integrità. Un uomo presso il quale trovo sicurezza e un abbraccio saldo e sento il semplice: «Come stai stata oggi? Ti sta benissimo. Sono qui per te. Ti rispetto.»
La calma inizia nel mio scompartimento
Anche se i social vogliono farmi diventare solo «massa», il mio valore umano sta nella profondità delle mie relazioni. La calma più grande, quando nel mio scompartimento non siede nessun supereroe in boxer che mi abbracci, devo trovarla io in me stessa. So già che la mia calma è nel mio respiro, nei miei passi e nel coraggio di fermarmi.
Il mio treno va avanti e so già quanto vale la calma per me, per i miei figli e per quelle poche persone che hanno comprato sul mio treno il biglietto fino al capolinea.
Se ti riconosci nella mia storia, forse ti aiuterà ciò che restituisce forza a me, quando mi perdo in quel rumore online e nel carosello ormonale. Ricorda: sei un originale raro. La calma che cerchi inizia da te. E il tuo compagno di viaggio? Forse sta già su qualche marciapiede e cerca proprio un treno come il tuo.
Come trovare la tua calma interiore con Calmory
- Movimento consapevole (Camminata): Esci. Bastano 15 minuti. Senti il ritmo dei tuoi passi. Camminare pulisce la testa e calma il sistema nervoso più di qualsiasi app. È il tempo in cui ci sei solo tu e il tuo cammino.
- Lavoro con il respiro: Quando senti di «non farcela» nella fase difficile della Maga, fermati. Qualche inspirazione ed espirazione profonde possono subito passare il tuo corpo dalla modalità sopravvivenza alla modalità calma. Il respiro è la tua ancora.
- Cercare la profondità nel silenzio: Gli articoli del blog Calmory ti ricordano che i tuoi sentimenti vanno bene e che non sei sola. Quando hai bisogno di un vero quietarsi, metti una delle meditazioni rilassanti, la musica o i suoni della natura nell'app Calmory. Ti aiutano a trovare stabilità in te, anche se nello scompartimento in quel momento non siede nessuno.
- Abbraccio umano: Non dimenticare la forza del contatto vero. Abbraccia i tuoi figli, i tuoi amici, o semplicemente te stessa. La gentilezza verso di te è il primo passo verso la guarigione.
La relazione più importante nella vita è quella che hai con te stessa. E credici: la calma si può imparare... passo dopo passo.