Anche le tue storie di vita possono aiutare gli altri
Ogni uomo, giovane o anziano, è formato dalle sue storie di vita. Che siano positive o piuttosto cattive. Tutto conta. La nostra vita le butta in un cesto, nel mixer della vita, mescola tutto e da quella pappa forma ulteriormente il nostro carattere. E come si dice, alcune storie non hanno prezzo. Non si vivono così facilmente. E per questo non dovremmo tenercele solo per noi e, se si può, dovremmo grazie a loro trasmettere le nostre esperienze di vita oltre.
Il racconto in cerchio intorno al fuoco
Il fuoco e il sedersi in cerchio intorno a esso è il posto e il tempo ideali per raccontare storie. Già i vecchi indiani così trasmettevano a voce in cerchio le esperienze dalle battaglie, dalla caccia ai bisonti, le saggezze delle stagioni e la storia della tribù. I giovani ascoltavano in seconda fila e gli anziani davanti raccontavano. Chi aveva la parola parlava. Gli altri ascoltavano. Poteva parlare ognuno, la parola di ognuno contava.
Il sedersi intorno al fuoco si è poi spostato piuttosto nelle baite e accanto alle stufe. Ma le storie si trasmettevano oltre. La scrittura non era ancora così diffusa, gli uomini per lo più non sapevano leggere e scrivere. Ma le storie parlavano da sé senza lettere incise su tavolette d’argilla, o stampate sulla carta. I vecchi raccontavano e i giovani ascoltavano.
Oggi il racconto di storie è piuttosto raro. Le storie per noi le racconta il mondo digitale, oggi sempre di più l’IA, l’intelligenza artificiale. Non chiediamo più, com’era nonno durante la guerra, come hai papà costruito quella nostra baita e perché abbiamo tali e tali rapporti con i vicini? Oggi forse sempre di più i vecchi rincorrono i giovani nel padroneggiare la tecnica moderna e i giovani non chiedono perché il nonno passa il tempo a passeggiare e a chiacchierare con gli amici. Perché papà ha bisogno di questo e quel attrezzo per lavorare un tronco, quando si può trovare un pannello già pronto su internet nello shop di un brico. I giovani sono davanti, tutto ha fretta. Le storie non si raccontano. Non c’è più bisogno.
«Ma davvero non c’è bisogno?»
I bravi uomini ascoltano le storie degli altri
Con la nostra comunità di bravi uomini e dei loro figli «Goodmany» passiamo nel corso dell’anno una grande quantità di tempo in natura e in viaggio. Ogni sera cerchiamo di sederci in cerchio intorno al fuoco e raccontiamo varie storie della nostra vita. Com’era, quando noi papà eravamo piccoli, giovani come i nostri figli. Che birichinate combinavamo. Quali amori vivevamo, come fondavamo famiglie. Come imparavamo i nostri mestieri, dove abbiamo ottenuto le nostre competenze. Qualcuno di noi è meccanico, qualcuno contabile e qualcuno businessman. Qualcuno lavora con le mani, qualcuno con la testa. Ognuno di noi è esperto in qualcosa di diverso.
In cerchio affrontiamo i rapporti familiari, ascoltiamo. Non critichiamo, solo raccontiamo. E i giovani chiedono. Ascoltano. Vedono come funziona in altre famiglie, ordinano i pensieri e aggiustano le loro, per lo più critiche, opinioni. Noi papà con il racconto delle storie diamo loro un dono enorme, che i soldi non potranno mai sostituire. Diamo loro storie vere.
Nel quadro delle nostre azioni con i Goodmany ci regoliamo su quattro regole di base, di cui parla e che promuove Arne Rubinstein. Arne è un esperto internazionalmente riconosciuto sui riti di passaggio e lo sviluppo degli adolescenti. Da più di 20 anni conduce programmi di Riti di passaggio per adolescenti e fornisce formazioni di leadership di vertice in Australia e a livello internazionale. Personalmente l’ho incontrato a una conferenza (dedicata alla mascolinità e all’educazione dei giovani) ed è un tipo molto gentile e esperto :)
Filosofia e metodologia di vita secondo Arne R.:
- Racconta le tue storie di vita (racconta e ispira con la tua competenza e la tua saggezza)
- Costruisci una comunità, sii d’esempio ai membri della comunità (riporta le persone nella vita, grazie alla tua competenza, ai tuoi hobby e al tuo stile di vita)
- Crea sfide e lasciale compiere alle persone della comunità (presenta le tue sfide di vita, mostra a tutti come le hai superate tu, crea sfide nuove, sii d’esempio)
- Ispira gli altri e aiutali a trovare un talento simile e a impostare una visione di vita (almeno in qualche parte di esse)
Qui penso che per farsi un’idea questi 4 punti bastino. Ognuno sa di certo immaginare cosa si nasconde sotto.
Trova la tua direzione anche grazie al racconto delle storie
Intorno al cinquantesimo anno di vita arriva la cosiddetta «crisi di mezza età». I figli piano «scompaiono da casa», è frequente che il lavoro attuale non ci appassioni più tanto. Intorno a quest’età succede spesso che si sfaldino anche rapporti prima forti. È dato dal fatto che le persone in quel periodo perdono il loro senso di vita finora e ne cercano uno nuovo. E brancolano, non sanno e «tagliano» intorno a sé.
E così, che ne dici di in questa tappa di vita ispirarti alle 4 regole sopra? Di certo sei bravo in qualcosa e puoi trasmettere la tua competenza e saggezza agli altri. Prendilo anche come una tua sfida personale. A noi con i Goodmany riesce. Che ne pensi tu? Non lo provi anche tu?