Come procedere nell’inventare una storia della buonanotte per i bambini?

Molto spesso, quando parlo con gli amici di se raccontano ai propri figli fiabe o storie della buonanotte, sento le loro opinioni di disaccordo. Eh già. Tu hai una tale fantasia, a te viene da inventare. Io non ho mai inventato niente di simile, non ci ho proprio la testa, sono troppo tonto, e così in giro in tondo.

i Tým autorů Calmory
Sonno sano
7 min. di lettura 24.02.2025

E pensi che il tuo ragazzo o la tua bambina si preoccupino che la fiaba sia del tutto al contrario, mescolata o non abbia affatto senso? È proprio di questo che si tratta. Dopotutto anche un drago può avere le ruote, un mago quattro occhi e un topo una proboscide. Credimi, i nostri bambini lo apprezzeranno e ricorderanno proprio queste fiabe più di tutte. E quando le idee non abbondano, copia e modifica. Oppure… lascia creare la storia fiabesca dai tuoi bambini al posto tuo.

E come si fa?

Semplicemente lancia un tema, tira dentro i bambini con qualche piccolo dettaglio e racconta quella fiaba sera dopo sera in tondo e createla insieme. Così per esempio è nata una storia che con mio figlio Luky abbiamo creato per tanto tempo e ci siamo fantasticati e riduti un bel po’. Allora come iniziava allora? Con una domanda!

Sai che anche gli gnomi del bosco hanno le chiavi?

Ma certo, come si sbloccherebbero i loro alberi? Devono sbloccarsi gli alberi? L’albero da solo non li fa entrare? Ma certo, è così. Queste sono le vere domande, come iniziare a inventare una nuova storia sugli gnomi del bosco.

Ma prendiamola per bene dall’inizio. Quando un tale ragazzino gnomo un giorno si sveglia in una goccia di rugiada e prende vita con il soffio di una cerva, inizia a crescere insieme a un alberello. Come all’alberello crescono le radici nella terra, allo gnomo del bosco si allungano le gambette. Secondo che alberello è, così sono anche le gambette dello gnomo. Gli gnomi dell’abete le hanno larghe, quelli del pino allungate. Come all’alberello crescono i rametti, così a lui crescono le braccia in larghezza e in altezza. A poco a poco ingrossa e gonfia. Là cresce un rametto nuovo e qua allo gnomo le dita. Come l’alberello si copre di foglie o di aghi, così anche lo gnomo ha secondo quello capelli o peli. Alcuni hanno persino spine, insomma i pungenti.

E sai che gli alberi hanno i nodi? Sono quei cerchi e ovali nel legno. Sono molto più duri del resto del legno dell’alberello. Sono i posti dove originariamente cresceva, o doveva crescere, un altro rametto. O è appassito, o si è strappato, o semplicemente all’ultimo momento ha deciso di non crescere lì. E quei posti, sono proprio i nodi. In modo simile anche lo gnomo del bosco ha su di sé tali lentiggini. Alle lentiggini degli gnomi però si dice giustamente sucovke. Un nodo sull’alberello, una sucovka sullo gnomo. Anche per questo gli gnomi più vecchi sono ben picchiettati, perché hanno su di sé tante sucovke quanti nodi sul suo albero.

Così andrebbe, papà, no? Allora andiamo avanti, continuiamo a inventare.

 

Per ogni chiave da qualche parte esiste anche una serratura

Ma attenzione. Un nodo è del tutto diverso. È magico. È proprio il primo nodo che nasce sull’alberello. E se guardi con attenzione lo gnomo del bosco, cioè se lui ti dà l’occasione di vederlo, guardagli con attenzione il collo. Cosa gli pende. Cosa? Cosa gli pende? Ma la chiave, ovviamente.

E se ascolti con attenzione cosa borbottina sotto i baffi quello gnomo del bosco, di solito suona più o meno così: «Un anello, un trattino in più, cacciamo i pazzi di casa.»

Ogni gnomo del bosco e ogni malenka porta tutta la vita al collo la chiave del suo alberello. Nasce insieme a lui in una goccia di rugiada. Sembra una piccola radice, un rametto piccolo con un occhiello per appenderlo. Dalla colla dello gnomo in realtà non si può togliere. È come se fosse cresciuto nel corpicino dello gnomo, eppure sembra pendere dal collo. Quando poi lo gnomo arriva al suo albero, la chiave si allunga magicamente verso quel nodo principale dell’alberello e si apre la porta della stanzetta dello gnomo nell’albero. In modo simile a come le persone aprono e chiudono le serrature. Figo.

Adesso di sicuro ti chiedi se si possono copiare tali chiavi, o perché gli gnomi hanno proprio tali chiavi. No, copiare non si può. C’è sempre un solo originale, come l’alberello, come lo gnomo del bosco, o la malenka. La porta tutta la vita e la custodisce come il cuore nel suo corpo. Fa parte di loro, quasi come la loro anima del bosco. Pensiamo persino che quando l’albero alla fine muore di vecchiaia (o lo abbattono le persone, lo sradica la tempesta o lo brucia un fulmine), lo gnomo viene un’ultima volta al suo albero, si apre un’ultima volta con la chiave, entra e chiude dietro di sé. Poi questo nodo magico scompare per sempre, si dissolve ed entrambi, l’albero e lo gnomo, se ne vanno insieme nei eterni territori di caccia del bosco.

Perché allora gli gnomi ce l’hanno? Perché solo lo gnomo sa custodire il suo albero. Lo gnomo  sa cosa fa male al suo albero e sa aiutarlo a crescere e a verdersi. E in cambio l’albero sa guarire il suo gnomo. Grazie al legame della nascita da una goccia di rugiada, alla chiave e al nodo magico.

 

E già ci siamo, già cadono altre domande:

  • E può con la chiave aprire qualche altra serratura?
  • E lo gnomo ha chiuso a chiave anche le sue scorte?
  • E ha nelle radici dell’albero un tesoro chiuso a chiave?
  • Può prestare la chiave a qualcun altro?
  • E di cosa è fatto il laccetto della chiave?
  • E una tale chiave può spezzarsi?
  • E se lo gnomo perde quella chiave?
  • E gli gnomi hanno i loro fabbri?

Ecco ecco :) Che domande. Allora inventiamo insieme le risposte? Una tale officina da fabbro degli gnomi per riparare le chiavi rotte. È una buona idea. O un deposito di chiavi smarrite. Già sento come sul houbonet passa il messaggio: «Si è trovata una chiave smarrita, si è trovata una chiave smarrita. Chi l’ha persa faccia dieci piegamenti e si presenti alla portineria!». Magari varrebbe la pena mettere nella storia anche che una chiave altrui può portarla anche un altro gnomo. Aiutare a portarla, quando lo gnomo non ce la fa più, quando la chiave è malata, o arrugginita.

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Vedi papà e mamme, quante possibilità all’improvviso di sviluppare quella storia. Che potrebbe bastare per un intero libretto di racconti o una serie di podcast. Afferra questa ispirazione e prova oggi con i tuoi bambini a sviluppare questa storia di un anello e un trattino in più. Vedrai come gli occhietti dei bambini si illuminano e tu sarai di nuovo una volta l’eroe della storia. Avanti con coraggio :)

Klid se dá naučit.

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