Cosa succede quando le foglie sugli alberi frusciano?

Ricordo che da bambino, all’incirca dieci anni, dietro la baita in Boemia meridionale avevamo un bosco che si chiamava Pavlovka. Dal villaggio o dal quartiere Pavlov in cui stava la nostra baita. E quel bosco frusciava.

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La natura guarisce
4 min. di lettura 24.02.2025

E lì c’era un posto dove, da bambino, andavo volentieri. Era un posto dove non andava nessuno, solo io. Si andava sempre dalla baita a sinistra su un pendio ripido. Il bosco era di abeti, quindi era il posto ideale per raccogliere i porcini. Le loro teste marroni mi spiavano e io andavo ogni giorno a nuovi ritrovamenti da fungaiolo e sul mio giro da vagabondo qualche fungo lo trovavo sempre. Poi la mamma metteva subito sottaceto il nuovo bottino e avevamo quelle delizie acide di funghi 🙂

Quel posto a Pavlovka era magico. Era sopra un burrone dove ogni anno nidificava un’aquila reale e io andavo a guardarla mentre usciva da qualche parte dalla rupe sotto di me. Non ho mai visto il suo nido, ma io sapevo di lei e lei di me. Ogni volta che arrivavo, si posava sulla rupe nuda, dopo un po’ volava, lanciava il suo richiamo, girava a dare un’occhiata all’intruso e quando capiva che ero io, si posava di nuovo in pace nel nido.

Stavo seduto lì sulla rupe, intorno solo muschio e roccia solida. Sul bordo di quella gola rocciosa crescevano delle betulle, frusciavano nel vento, dondolavano nel ritmo del vento e mi calmano in modo così piacevole.

Poi un giorno, quando mi sono seduto sulla rupe, è successo. In un attimo il tempo si è fermato, il vento ha smesso di soffiare, gli alberi hanno smesso di dondolare e le foglie su di essi hanno smesso di frusciare. In un momento tutto si è fermato. Silenzio. Soprattutto quel silenzio è quello che ricordo ancora oggi, dopo quasi 40 anni. Mi viene proprio un brivido e mi attraversa un’onda di comprensione. Huuuuuu.

 

Silenzio. Soprattutto quel silenzio è quello che ricordo ancora oggi, dopo quasi 40 anni. Mi viene proprio un brivido e mi attraversa un’onda di comprensione. Huuuuuu.

Quella sensazione, quello stato in cui nemmeno gli uccelli volavano, nemmeno l’erba si muoveva e gli alberi non frusciavano, era meraviglioso. Stavo solo lì con la bocca aperta e non volevo muovermi, per non spezzare qualcosa, non distruggere qualcosa. Oggi non ricordo più quanto è durato. Forse un minuto, forse cinque. 

Ma so di sicuro che è stato un istante che mi si è inciso in testa e ancora oggi ci penso di continuo. Qualcosa in quel momento è cambiato. Qualcosa è nato. Magari è venuto al mondo qualche gnomo del bosco importante o una malenka. 

Poi, dopo un po’, che mi è sembrato un’eternità, gli alberi hanno ricominciato a frusciare con le foglie, tutto come se si allentasse nell’aria ed è stato come prima. Solo io sapevo che qualcosa era cambiato. Lo sapeva anche qualcun altro? Ma il fatto che le foglie frusciassero di nuovo mi dava un senso di sicurezza, di qualcosa di familiare e di certezza. Insomma, secondo me, quando senti le foglie frusciare in quel modo che calma, guarda la loro chioma. Si vede benissimo sulle betulle. Le loro foglioline si girano e tremano come lamine d’oro e come se ti parlassero. È una sensazione molto calmante.

Guarda le loro chiome e magari capirai cosa vogliono dirti. Vogliono stare con te e ti dicono. Calma, va tutto bene. Non devi avere paura di niente. E quindi goditi al massimo quella sensazione, quando i latifoglie hanno le foglie sui rami. E proteggi gli alberi intorno a te, perché anche loro proteggono te. Nel mondo frenetico di oggi ti danno e ti offrono quella pace tanto desiderata. 

 

Calma, va tutto bene. Non devi avere paura di niente. 

Ed è per questo che gli alberi e le loro foglie frusciano.

Klid se dá naučit.

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