Ogni voce e ogni opinione ha lo stesso peso, quella del papà e quella del figlio

Quando da bambino piccolo diventa ragazzo, junior, adolescente, il suo papà dovrebbe essere più un amico che un padre. Smettere di sgridarlo, di pianificarlo da qualche parte e di imporgli continuamente qualcosa. Alcuni uomini adesso direbbero «è una stupidaggine, bisogna tenere la mano ferma, sennò si selvaggia». Alcuni di noi ripetono gli errori dei propri padri, non hanno cambiato binario nell’educazione e con i figli in pubertà stanno nello stile «maschi alfa», «finché abiti qui, obbedisci». «Quando vivrai da solo, fai quello che vuoi. Adesso tieni la bocca chiusa e il passo». Ahi.

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Educazione dei figli e famiglia
3 min. di lettura 24.02.2025

Ricordo che per questo odiavo assolutamente mio padre. La mia adolescenza non è stata facile, ero sempre via in giro, ramingavo per il mondo e la scuola ovviamente non mi serviva. Alla fine l’ho finita con lode, ma ho dovuto spianarmi la strada in quel fango totale da solo. Senza l’aiuto di nessuno, senza mio padre. 

Forse allora mi sono detto che (quando sarei stato grande e avrei avuto figli miei) avrei fatto il massimo perché i miei figli non si sentissero mai così stupidi come mi sono sentito io in adolescenza. E così ci provo, e penso che forse mi riesce. Anche se a volte stringo i denti, forse in modo simile a come un tempo li stringeva papà per colpa mia.

 

Ogni voce e ogni opinione ha lo stesso peso

Sotto questa saggezza ci metterei la firma. Ci ho messo un po’ a metterla in pratica nella mia testa, a volte la dimentico, ma posso senz’altro consigliarla.

«Ragazzi, questa funziona».

Dato che per Luky sono sempre di più un amico che un papà severo, cerco soprattutto di ascoltarlo. A volte mi riesce, a volte no. La sua opinione, per quanto «fuori» o al contrario perfetta, la prendo sul serio. Quando nella testa ho cambiato marcia e ho smesso di valutare e smistare subito le sue opinioni e i suoi pensieri (questo noi uomini e manager lo sappiamo fare benissimo), sono successe cose interessanti. Luky ha iniziato a prendermi in un altro modo, non ha paura di dire la maggior parte delle sue opinioni e, meraviglia del mondo, sa anche battere i piedi e andare in modo costruttivo per la sua. Fantastico. 

 

Siamo tutti papà nella stessa barca

Proprio oggi ho avuto una bella chiacchierata con un futuro collega di un’agenzia online, che raccontava del suo figlio ventenne. Come sotto i suoi occhi da bambino angelico si è trasformato in un ignorante totale. E non ha potuto farci proprio nulla. Niente. Il cambiamento è stato così rapido che non è riuscito a reagire in nessun modo. Sempre lo stesso copione. 

E su cosa ci siamo trovati d’accordo: semplicemente sopravviverci e cercare di essere disponibili a distanza per il proprio figlio quasi adulto. Quando ci sarà da «stirare» qualcosa, fargli sapere che ci sono e fare l’amico. Crediamoci, lo apprezzerà… magari col tempo sicuramente. E indirizzare verso di lui i propri amici adulti, allenatori, nonni, zii, «padrini», insomma uomini di qualità. Così che l’opinione non rimbalzi sul muro, ma cada su un terreno fertile e inizi a germogliare.

Quindi vale – qualsiasi voce e opinione del figliolo non buttarla, non valutarla, ascoltala soltanto e riconoscila. Anche tu eri un tale pacco, come lo è ora tuo figlio. Ricordatelo soltanto. E magari rideteci insieme su un «Hmmm, … good man» 🙂.

Klid se dá naučit.

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