Per la maggior parte dei bambini il padre è semplicemente quello GRANDE

La parola GRANDE può avere per ognuno di noi un significato diverso. Grande come alto, enorme, massiccio, è dappertutto, o semplicemente una grande personalità. O un po’ di tutto. Per i bambini il papà, nel senso migliore, è semplicemente un papà grande. Ed è di questo che si tratta. Un papà vero ha quel potere enorme di cambiare tutto in famiglia. Sa infiammare tutto per bene e accendere la luce. E mettere in sicurezza la casa così che i bambini e tutta la famiglia si sentano al sicuro.

i Tým autorů Calmory
Educazione dei figli e famiglia
5 min. di lettura 24.02.2025

Certo sappiamo che ci sono famiglie in cui i padri si comportano da idioti, compreso l’eventuale violenza domestica. Ma di questo non voglio scrivere. Voglio scrivere di noi, ragazzi, che almeno ci proviamo a essere un buon papà, o lo viviamo proprio. 

Spaccare la legna

E come si dice, gli esempi trascinano, così il primo che scatta: l’ascia e lo spaccare la legna. Ahi, noooo. Potrebbe succedere qualcosa, il nostro ragazzo potrebbe tagliarsi un dito. Non faremmo in tempo a correre al pronto soccorso e per strada mi dissanguerebbe e a casa prenderemmo un bel sgridone 🙂 Se non soffri con tuo figlio di un disturbo cronico della coagulazione, non fare lo scemo e forza. Non c’è niente di meglio che mettere in mano al ragazzo un’ascia e insegnargli in sicurezza a spaccare la legna. Prima ovviamente rametti piccoli, che spezzi facilmente in mano e sotto l’ascia scricchiolano da soli. Poi più grandi e alla fine schegge da una tavola secca, o rami secchi. I ceppi devono ancora aspettare, finché non sarete un po’ sicuri che centri proprio il ceppo. 

Già il fatto che passiate quel tempo insieme conta. Lodate, insegnate, educate. Ma attenzione, non siate impazienti, la prestazione arriverà col tempo. Adesso sei un insegnante in diretta. E la legna con l’ascia è il tuo strumento. Quando poi porterete insieme al camino o alla stufa della baita la «legna» fatta, il ragazzo se lo ricorderà per molto tempo. Sarà giustamente fiero di sé. E la mamma lamenterà? Magari sì, e allora? Avrà caldo al camino con la stufa accesa? Sì, e allora.

Accendere il fuoco

Lo stesso vale per accendere il fuoco. Lascia che ci provi, sii paziente. Farà fumo? Certo che sì, come un maiale 🙂 Magari intuisci che problema fa oggi ai bambini e anche agli adulti gestire una cosa così banale come accendere un fuoco. Semplicemente manca l’esperienza. Non c’è l’occasione e nel cellulare il laser ancora non è incorporato 🙂

E così entra in scena quel papà grande. Prendi il figlio per un pomeriggio del weekend, afferra würstel, pane, senape-ketchup, e andate idealmente a piedi o con la vostra macchina da qualche parte verso un bosco o un campeggio. Semplicemente da qualche parte dove si possa accendere un fuoco in sicurezza. Raccogliete legna secca, o spezzate rametti secchi da qualche conifera (a terra possono essere umidi, sull’albero sono sicuramente secchi). Anche le pigne di pino bruciano alla grande. Super divertimento, fate piccoli mucchietti di ramaglia fine, diventate l’insegnante. Lo scout. Lascia che il ragazzo ci provi da solo. Mettili in mano i fiammiferi. Mostragli come proteggere la fiamma con la scatola o con l’altra mano, finché il fiammifero non prende. Mostragli che anche tu sai bruciarti e come raffreddi la punta del dito bruciata sul lobo freddo dell’orecchio. Lascia pure che non gli riesca, non fa niente .. anche questa esperienza gli serve. Poi accendete il fuoco insieme – mano nella mano, spalla a spalla. Idealmente con i fiammiferi, ma anche un accendino e carta di giornale contano. L’accendigas lascialo per la stufa della baita 🙂

«Mamma, so già accendere il fuoco. Me l’ha insegnato papà.» Si ascolta così bene. Semplicemente un papà grande. 

Prenderlo sottobraccio e arrostire quel würstel

Poi basta tagliare un rametto abbastanza lungo con il coltello e infilzarci il würstel. E si taglia con quel coltello? Perché dovrebbe? E se succede, c’è papà, gli medicinerà il taglio. Ricordo come Luky a otto anni  ha preso per la prima volta il suo nuovo coltello svizzero all’acqua, tagliava un rametto e zup, tagliava all’improvviso anche il suo ditino. Lacrime, sangue e papà. E si va avanti. 

Allora i würstel. Lo vuoi papààà a riccio o a polpo? E già profuma. Prendi il ragazzo sottobraccio e gli crei così la sicurezza di cui ha bisogno. Uno spazio sicuro, una casa, una famiglia. Questo è il mio papà grande. Quel papà enorme.

E a casa tornate come due uomini che sanno preparare la legna per il fuoco. Accendere il fuoco, scaldarsi alle fiamme e arrostirsi un würstel da urlo. Due ragazzi fieri. Fieri l’uno dell’altro. E che papà sia graffiato dal coltello nel tagliare il rametto, il ragazzo abbia un taglio sotto l’occhio dallo spezzare un ramo e un dito bruciato dal fiammifero. Ne è valsa la pena ! Mammiii e con papà andiamo il weekend prossimo di nuovo. Me l’ha promesso. E le promesse si mantengono, no?

E alla fine una frase abbastanza usuale

«Il mio vecchio questa cosa non la gestisce, si accenderebbe prima lui.»

Questo paragrafo è per le signore. Signore, su… Dopotutto è un uomo e se la cava. E se no, si trova un tutorial su YouTube. Fidatevi di lui. Non sminuitelo davanti a suo figlio e soprattutto NON INTROMETTETEVI! Impacchettate il cestino con i würstel e scortateli fuori dalla porta. L’avventura del papà grande inizia 🙂

Klid se dá naučit.

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