Papà, e quanto sono grandi in realtà gli gnomi del bosco?

Questa domanda, e in modo inequivocabilmente giustificato, me l’ha sparata Luky, quando facevamo una tappa diurna a Boží Dar e tutta la famiglia mi chiedeva vari dettagli del bosco degli gnomi. Il mondo degli gnomi? Ma certo, tu pensi che non esista? Ma tu illuso, certo che esiste.

i Tým autorů Calmory
Sonno sano
7 min. di lettura 24.02.2025

E allora, quanto è alto un tale gnomo del bosco?

Beh, non è un gigante. Perché, chi delle persone può dire di aver mai visto un gnomo del bosco? Penso nessuno, o solo alcuni attenti. E quelli, quando capiscono che qualche radice o rametto o fogliolina si è mossa, restano prima a bocca aperta e poi guardano stupiti il posto dove hanno visto quel movimento. E lì già non c’è più niente. Lo gnomo è sparito. Ci sono anche alcuni umanoidi, soprattutto poi i bambini, che capiscono che è un essere vivo e vanno in quei posti in tondo e provano a rivedere qualcosa. Credo che a molti di noi, persone sensibili, succeda spesso. 

Dopotutto è chiaro, dopotutto degli gnomi del bosco ce ne sono tanti quanti alberi nel bosco. Ma allora è strano, perché in un bosco così fitto qualche gnomo non sta attento, perché un fungaiolo o dei bambini che giocano non lo vedano, e lo vedono? O magari devono esserci gnomi dispettosi, almeno i bukluci, li conosci, curiosi come un venticello di primavera e a volte spuntano da dietro un tronco di faggio o provano a colpire il fungaiolo con una faggiola dritto sul naso.

Beh, credo che i bukluci vogliano farlo, i dispettosi. Anche gli gnomi sono creature curiose, ma li protegge il bosco. Il bosco non permette che le persone sappiano del mondo degli gnomi e delle malenke. Perché il bosco è furbo, sa e protegge così anche se stesso. Perché, se gli umanoidi sapessero degli gnomi, magari proverebbero a catturarli e quando un tale gnomo sparisse, l’albero si seccherebbe di dolore e morirebbe. E quando morisse l’albero, morirebbe anche il suo gnomo, che piano si seccherebbe finché alla fine si addormenterebbe di un sonno senza fine e alla fine esalerebbe l’ultimo respiro.

Perciò quando cammini nel bosco e a volte vedi qualche movimento e pensi che sia un vento che gioca con le foglie dell’albero a terra, o quando i rametti marciano come da soli, o quando schizza dalla erba la rugiada e da nessuna parte non c’è una rana o una cavalletta che le abbia spruzzate, allora sì… vedi uno gnomo, ma per i tuoi occhi è invisibile. Il bosco lo protegge. Ma oggi la sua protezione si indebolisce. Ma questa è un’altra storia…

E papà tu gli gnomi non li vedi?

E chi vede gli gnomi o il loro movimento in realtà più spesso? I bambini, ovviamente. Hanno la loro testa e sono molto più recettivi verso l’ambiente e la natura, degli umanoidi adulti. E per questo parlano con gli gnomi, anche se il bosco non risponde. In qualche modo sanno in modo familiare che proprio adesso gli gnomi li guardano e ascoltano. Siedono di fronte su un ceppo e canticchiano e ascoltano. Perciò gli gnomi sanno benissimo cosa succede nel mondo degli umanoidi. Che a casa di quella bambina hanno una cosa, che le dicono televisione e guardano lì dei pesci grandi, che chiamano balene, che a ogni bambino oggi dalla tasca spunta una scatolina in cui battono sempre qualcosa e regolano e scattano. Gli gnomi sanno già che la chiamano cellulare e si meravigliano perché hanno una cosa così, forse perché non hanno il houbonet.

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Perciò i bambini costruiscono nel bosco casette

E perciò anche i bambini nel bosco costruiscono casette per gli gnomi del bosco. Vanno così per il bosco e gli viene l’idea che questa radice o questa cavità dell’albero avrebbe proprio bisogno di una bella casetta. Vanno proprio in quel posto e iniziano a raccogliere pigne, rametti, muschio, e altro materiale da costruzione e in un attimo costruiscono una casetta meravigliosa. Le bambine aggiungono ancora un fiorellino, un nontiscordardimé o un anemone. Adornano splendidamente la casetta. I ragazzi fanno sentieri tra le casette e poi è una meraviglia totale. Intanto parlano e dicono… questa è per il mio gnomo, perché a lui piace, quando andando a dormire guarda le stelline, così ha qui in mezzo alla camera da letto un buco nel soffitto. E il suo adulto chiede del tutto inutilmente «e se gli pioverà in quella casetta?» Il ragazzino si gira verso papà con un’espressione del tutto incomprensiva, «ma papà… il venticello del bosco gli farà il vetro e quelle gocce non passeranno». Accanto alla radice siede lo gnomo del bosco, che aspetta la sua nuova casetta estiva e si dà una pacca sulla fronte e non capisce perché quell’adulto non sa che il venticello del bosco forma il vetro. Tonto 🙂

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Il bosco ti suggerisce che casetta costruire

Quando infatti i bambini degli umanoidi costruiscono nel bosco casette, il bosco gli suggerisce di costruirla. È su desiderio dei piccoli gnomi. Il bosco poi ferma la bambina o il ragazzino nel posto giusto e lo lascia costruire una casetta meravigliosa secondo le idee dello gnomo o della malenka concreta. Le casette per le malenke le costruiscono le bambine e per gli gnomi poi i ragazzi.

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E allora, quanto sono grandi in realtà gli gnomi? Chiede papà a una bambina in un bosco di abeti, quando ha finito una casetta meravigliosa con un’anticamera e l’ha adornata di fiorellini del bosco e mirtilli. «Ma papà è chiaro, il mio gnomo è grande come questa pigna» e mette una pigna di abete in mezzo al cortilettino, dove a quanto pare balla la sua danza del bosco, le fa un segno come se fosse lo gnomo, afferra papà per la mano e vanno avanti a cercare funghi. «E perché non ci hai fatto per esempio un camino», chiede papà. «Papà proprio una casetta così il mio gnomo voleva che costruissi e il camino non gli serviva :)» E mentre gli umanoidi se ne vanno, da dietro la pigna, piantata in mezzo al cortilettino della casetta, spunta una malenka e si misura con quella pigna ed è alta esattamente uguale 🙂 Hmm, strano.

E così già intuisci perché le casette fatte dai bambini per gli gnomi differiscono anche per dimensione.  Perché i bambini le fanno su misura dello gnomo per cui la costruiscono. Anche se in realtà non lo sanno. Lo sai già? Ma certo 🙂 Gli gnomi e le malenke sono grandi come i frutti dei loro alberi. Quelli dell’abete sono grandi come le pigne di abete, i piniacci sono possenti come le grandi pigne di pino, i salicini come gli amenti, i bukluci come le faggiole spaccate e i quercioli come possenti ghiande. E crescono a poco a poco, come cresce anche il loro albero natale. E smettono di crescere, quando smette di crescere il loro albero. È logico, no 🙂

Ma non farti ingannare. Un piccolo querciolo è forte come un attacco di validi cavalli da bosco, una malenka del salice è di nuovo una ragazzina elastica e fragile come un ramoscello di salice, i piniacci si danno da fare per ogni lavoro pesante, dopotutto hanno la corporatura, e gli abetini sono bei corridori magri e alti. Sono anche molto usati nel bosco come messaggeri di buone o cattive notizie.

Allora ti è già chiaro, quanto sono grandi gli gnomi? Ma perché Ronin è diverso? Per quello dovremo aspettare un’altra storia.

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