Non ti serve una zona chill-out da milioni: 5 consigli a basso costo per avviare la mindfulness in ufficio
Quando si parla di cura dei dipendenti, appaiono spesso fotografie di uffici con zone relax, mobili di design o stanze destinate alla meditazione. Può dare l’impressione che un ambiente simile se lo possano permettere solo le grandi aziende. In realtà, però, il sostegno del benessere mentale non poggia su un arredamento costoso. Molto più importante è creare condizioni in cui le persone possano, durante il giorno, riposare un attimo, concentrarsi di nuovo e tornare al lavoro con la testa più pulita.
1. Un posto silenzioso non deve essere una stanza relax.
Non ogni azienda ha una stanza libera da trasformare in zona di meditazione. Questo però non significa che i dipendenti non abbiano dove rallentare qualche minuto. Spesso basta una piccola sala riunioni, un angolo più calmo dell’ufficio, una terrazza o una panchina davanti all’edificio. L’importante non è l’arredamento né il design. L’essenziale è che una persona abbia la possibilità di allontanarsi qualche minuto dal via vai di lavoro e concedere alla propria testa un breve riposo.
A volte basta solo chiudere la porta, mettere via il telefono e per un attimo non essere interrotti. Proprio momenti piccoli come questi aiutano a rinnovare l’attenzione molto più di un’altra tazza di caffè.
2. Una pausa di cinque minuti non costa nulla.
Le aziende cercano spesso nuovi benefit, eppure uno dei più efficaci lo hanno letteralmente a portata di mano. Una breve pausa mentale non richiede nessun budget né un’organizzazione complicata. Basta far capire alle persone che qualche minuto di calma durante il giorno non è un segno di pigrizia, ma una parte naturale di un regime di lavoro sano.
Cinque minuti passati in silenzio, una breve passeggiata o un semplice esercizio di respiro possono aiutare un dipendente a tornare al lavoro più concentrato e con più energia. Spesso è molto più efficace di un’altra ora di lavoro senza pausa.
3. Piante, luce e ordine fanno più di quanto pensiamo.
L’ambiente di lavoro influenza il nostro benessere psichico ogni giorno, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. La luce naturale del giorno, alcune piante verdi o una scrivania ordinata possono creare un’atmosfera più calma, in cui le persone si concentrano meglio. Al contrario, uno spazio sovraffollato, un disordine costante o un ambiente buio caricano il cervello di stimoli inutili.
Non devono essere grandi cambiamenti. A volte basta spostare la scrivania più vicino alla finestra, togliere cose superflue o aggiungere all’ufficio alcune piante. Anche piccolezze del genere possono contribuire a un ambiente di lavoro più piacevole.
4. Le notifiche spente sono gratis.
Una delle fonti più grandi di interruzione non sono i colleghi, ma le tecnologie. I suoni delle mail in arrivo, gli avvisi delle app di comunicazione o un telefono che lampeggia in continuazione spezzano l’attenzione in decine di piccoli tratti. Il cervello poi passa più tempo a saltare tra i compiti che a lavorare davvero concentrato.
Non ogni avviso va risolto subito. Se i dipendenti si riservano un tempo per controllare i messaggi e, durante il lavoro concentrato, spengono le notifiche superflue, spesso scoprono di lavorare più in fretta, con più calma e con meno errori.
5. Il cambiamento più grande è di solito il comportamento del responsabile.
Neanche l’ufficio meglio arredato porterà l’effetto atteso se i dipendenti avranno paura di farsi una breve pausa. La cultura aziendale infatti non nasce da come appare l’ufficio, ma da come le persone ci si comportano. Quando il responsabile stesso rispetta il bisogno di un breve riposo, sostiene una comunicazione aperta e non dà l’esempio di un ritmo di lavoro costante, dà a tutto il team un segnale chiaro: la cura del benessere psichico è una parte naturale del lavoro.
Proprio questo cambiamento, nel frattempo, non costa nulla. Richiede solo la disponibilità a pensare all’ambiente di lavoro un po’ diversamente da finora.
Conclusione
Il sostegno della mindfulness sul posto di lavoro non deve iniziare con un grande investimento né con lavori edili. Molto più importanti sono i piccoli cambiamenti che alle persone facilitano, durante il giorno, rallentare un attimo, inspirare e tornare al lavoro con più attenzione. Quando abitudini simili diventano una parte ordinaria della cultura aziendale, ne beneficiano i dipendenti e i datori di lavoro.
Calmory consiglia
Prima di iniziare a pianificare nuovi benefit, guardati intorno. Avete in azienda un posto dove una persona può sedersi cinque minuti in calma? È normale che i dipendenti si concedano una breve pausa mentale, o hanno la sensazione di dover essere in movimento in continuazione? Spesso proprio i cambiamenti più piccoli portano la differenza più grande. La mindfulness infatti non inizia con una stanza relax costosa, ma con un ambiente in cui è normale rallentare un attimo.