Cosa dovrebbe saper fare un capo? La mindfulness come competenza chiave del leader moderno
A volte basta passare in ufficio e si capisce che oggi non è una buona giornata. Qualcuno fissa il monitor e legge già per la terza volta la stessa mail, un altro reagisce in modo più irritabile del solito e un altro ancora sta in silenzio, anche se di solito è pieno di energia. I compiti sono gli stessi di ieri, ma qualcosa è cambiato. Un buon responsabile non deve essere uno psicologo né un terapeuta. Dovrebbe però saper riconoscere quando alle sue persone non mancano le capacità, ma stanno finendo le forze.
Un buon capo non guida solo il lavoro. Guida anche l’ambiente.
Ancora pochi anni fa dai responsabili ci si aspettava soprattutto di distribuire il lavoro, tenere d’occhio le scadenze e assicurare i risultati. Oggi il loro ruolo è molto più ampio. Le persone passano al lavoro una grande parte della propria vita, e proprio l’atmosfera sul posto di lavoro influenza in modo marcato la loro motivazione, la concentrazione e la voglia di portare idee nuove. Un leader moderno quindi non si occupa solo di tabelle e scadenze, ma crea un ambiente in cui le persone si sentono al sicuro, possono comunicare in modo aperto e sanno che il loro responsabile ascolta.
La presenza non è meditazione. È la capacità di percepire le persone.
Quando si dice mindfulness, molte persone immaginano una meditazione o un momento a occhi chiusi. Nella guida delle persone, però, significa soprattutto la capacità di notare i cambiamenti. Un buon responsabile riconosce che un collega che era sempre attivo all’improvviso tace, che una collega precisa inizia a fare errori inutili o che nel team compare una tensione di cui ancora nessuno parla. Proprio questi piccoli segnali sono spesso il primo segno di sovraccarico. Se il responsabile li coglie in tempo, può prevenire conflitti, uno stress di lungo periodo e il burnout.
I migliori responsabili danno l’esempio.
Le persone osservano molto di più ciò che il loro responsabile fa di ciò che dice. Se il capo sta tutto il giorno al computer senza pausa, la maggior parte del team avrà la sensazione di dover fare lo stesso. Quando però si alza, si allunga o dice ai colleghi di riposare un attimo, fa capire chiaramente che una breve pausa non è un segno di pigrizia, ma una parte naturale della giornata di lavoro. Altrettanto importante è saper apprezzare un lavoro ben fatto, ringraziare o chiedere in modo ordinario come stanno le persone. Sono piccolezze che non costano nulla, ma influenzano in modo marcato l’atmosfera e la fiducia reciproca.
Le persone non ricordano le tabelle. Ricordano come si sono sentite accanto a te.
Di un buon responsabile le persone di solito non ricordano per il numero di riunioni o per tabelle elaborate alla perfezione. Ricordano se li ha ascoltati, se ha creduto in loro e se è riuscito a conservare la calma anche nel momento in cui qualcosa non è andato. La sicurezza psicologica non nasce grazie a una direttiva aziendale. Nasce dall’approccio quotidiano del responsabile. Proprio quello decide se i dipendenti non hanno paura di venire con un’idea nuova, di ammettere un errore o di chiedere aiuto in tempo.
Conclusione
Un leader moderno non deve organizzare meditazioni comuni né conoscere tutte le tecniche di mindfulness. Molto più importante è che riesca a percepire le sue persone, sostenga una comunicazione aperta e crei un ambiente in cui è altrettanto naturale parlare di benessere psichico quanto di risultati di lavoro. Proprio team di questo tipo sono a lungo termine più stabili, più soddisfatti e più di successo, perché le persone sanno che il loro lavoro e la loro salute hanno per il responsabile lo stesso valore.
Calmory consiglia
Guidare un team non significa avere la risposta a ogni domanda. Prova ogni giorno a trovare qualche minuto in cui non ti occuperai di compiti né di scadenze, ma delle tue persone. Una breve conversazione, un ringraziamento o una domanda ordinaria su come stanno possono avere più significato di un’altra riunione. Come ti prendi cura dei risultati dell’azienda, prenditi cura anche del benessere psichico delle persone che li creano ogni giorno.