Come la nostra ciclicità influenza salute, ormoni e vita moderna

A volte il corpo ci dice «rallenta», ma noi preferiamo allungare la mano verso il caffè o chiudere gli occhi davanti ai segnali che ci dà. La ciclicità femminile è sensibile – e il mondo moderno pieno di stress, contraccezione, sonno irregolare e pressione sulla prestazione la sbilancia spesso. Cosa influenza il nostro ciclo? E come possiamo sostenerlo, perché ci serva di nuovo da bussola interiore?

i Tým autorů Calmory
Sessualità, corpo e autostima
7 min. di lettura 21.03.2025

Viviamo in una giungla di cemento e il corpo chiama la natura

Un tempo vivevamo di più secondo il sole e la natura. Ci alzavamo con l’alba, riordinavamo il giardino dopo l’autunno e in inverno rallentavamo. Oggi invece il nostro bioritmo è sintonizzato piuttosto sulla luce artificiale e sugli spostamenti tra ufficio, auto e negozio. Invece di farci accordare dal ciclo naturale, ci regoliamo sul calendario e sulla sveglia.

Quando vai sempre a pieno regime, anche se il corpo ti dice «basta», è come se costringessi la natura a fiorire anche a dicembre. E noi lo facciamo sempre. I giorni in cui dovremmo naturalmente rallentare, li superiamo con caffè, zucchero o uno «scossone» di volontà. Solo che la ciclicità non scompare – piuttosto si deposita nel corpo come frustrazione e stanchezza.

Corpi di donne in un mondo di uomini

Nel mondo maschile della prestazione le donne spesso cercano di adattarsi. «Dobbiamo essere stabili,» dice il capo. «Devi farcela,» dice l’ambiente. Così andiamo. Ma non siamo uomini e i nostri ormoni né il sistema nervoso sono preparati a andare a piena potenza ogni giorno.

Al lavoro dobbiamo essere efficienti come un computer, a casa accudenti come una dea. Solo che quando andiamo a lungo in un’impostazione maschile, la ciclicità diventa qualcosa che «intralcia» e che spingiamo da parte.

E poi arrivano i problemi – dalla PMS ai dolori, emicranie, stanchezza fino ai disturbi ormonali.

Le sfide moderne del corpo femminile

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Contraccezione – dono o vicolo cieco?
La contraccezione ormonale ha aperto alle donne la porta di una decisione libera sul proprio corpo. Ci ha permesso di pianificare la vita senza paura di una gravidanza indesiderata, ha calmato l’acne, ha attenuato le emorragie forti. Ma come tutto, anche lei ha l’altra faccia della medaglia.

Per molte donne la contraccezione significa «disconnessione» dalle proprie fasi. Spesso sentiamo: «Sulla pillola mi sentivo sempre uguale, un po’ piatta.» A volte dal corpo scompare quella sottile onda della ciclicità che altrimenti ci guida. E perché non sentiamo le fasi naturali, naturalmente rallentiamo anche meno, ci spingiamo di più nella prestazione, e il corpo col tempo perde la sensibilità ai propri segnali.

Ma attenzione! Questo non è una condanna della contraccezione. È solo un avviso sul fatto che anche qui c’è bisogno di un ascolto consapevole del corpo. Alcune donne al contrario lodano che la contraccezione le aiuta a sostenere i periodi di transizione (per esempio la perimenopausa) con più calma.

PMS, burnout e corpo sul bordo

Il noto «blues premestruale»? A volte è più di un umore sgradevole. Se andiamo a lungo contro il nostro ritmo naturale, la PMS può peggiorare e arrivano oscillazioni d’umore più grandi, mestruazioni dolorose, problemi di sonno e irritabilità.

E questo è solo l’inizio. Quando teniamo corpo e anima sotto pressione più a lungo, si aggiungono stanchezza cronica, ansie, irritabilità e anche segni di burnout. Il corpo ci dice semplicemente: «Basta.»

Ormoni sull’altalena

Quando ignoriamo la ciclicità, soffre non solo la nostra psiche, ma anche il sistema endocrino. Perché?

  • Tiroide – spesso reagisce allo stress con un sovraccarico o al contrario con un rallentamento. Ipotiroidismo e ipertiroidismo sono più frequenti nelle donne che a lungo «spingono sull’acceleratore».
  • Estrogeno e progesterone – se a lungo reprimiamo le fasi del ciclo, può arrivare il loro squilibrio. Dominanza estrogenica, PMS, cisti ovariche – sono segnali comuni.
  • Cortisolo – lo stress a lungo termine alza il livello dell’ormone dello stress, il cortisolo, il che disturba ulteriormente l’equilibrio ormonale e può portare a insonnia, indebolimento dell’immunità e problemi ormonali.

Il corpo ha semplicemente bisogno di percepire di avere spazio per la prestazione e per il riposo. E quando a lungo «non c’è tempo per l’inverno», il corpo se lo prende altrimenti – con una malattia, un dolore o la stanchezza.

La via del ritorno – cosa possiamo cambiare?

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Il sonno come medicina di base
Il primo passo? Il sonno. Quando il corpo non ha abbastanza sonno di qualità, non può mantenere l’equilibrio ormonale. Il sonno è infatti «l’inverno silenzioso» del nostro giorno. E di notte si riparano non solo i muscoli, ma anche il sistema nervoso, le vie ormonali e la stabilità psichica.

Prova a dormire secondo le fasi – nei giorni in cui senti un calo (per esempio nella fase premestruale o mestruale), concediti un’ora di sonno in più. O aggiungi una breve pausa pomeridiana senza sensi di colpa.

Cibo che nutre – non solo «spinge»

  • Primavera ed estate: cibo fresco e più leggero – verdure di stagione, alimenti fermentati, cereali.
  • Autunno e inverno: cibo caldo e nutriente – brodi, legumi, verdure stufate, spezie (zenzero, cannella).

Le erbe secondo le nonne funzionano ancora – l’alchemilla per l’equilibrio ormonale, il millefoglio per una mestruazione più calma, la melissa per un sonno migliore.

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Movimento gentile invece dello «stress fitness»
Non c’è bisogno di correre una maratona – la ciclicità chiama un movimento secondo le fasi:

  • Sport più attivi pianificali per «primavera» ed «estate» (dopo le mestruazioni fino all’ovulazione).
  • Passeggiate delicate, yoga o solo un leggero stretching inseriscili in «autunno» e «inverno» (prima delle mestruazioni e durante).

E soprattutto – fermati e ascolta
A volte basta chiudere gli occhi per qualche minuto, respirare e chiedere: «In quale fase sono ora? Di cosa ha davvero bisogno il mio corpo adesso?»

Questa semplice domanda può restituirci la bussola interiore e il collegamento con noi.

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Consigli della nonna per oggi

«In primavera alzati con un sorriso, in autunno rintanati sotto la coperta.»

Le nonne onoravano il ritmo della natura. In primavera e in estate lavoravano dalla mattina alla sera, ma in autunno e in inverno rallentavano. Accanto alla stufa spennavano, cucinavano zuppe e lasciavano il corpo rallentare. Cosa prenderne per sé?

  • Non cercare di essere «al 100 %» tutto l’anno.
  • Adatta il regime quotidiano a come ti senti, non a ciò che ti detta il calendario.

«Quando non sai, fatti una zuppa e una tazza di tè.»


Brodi caldi, porridge, tè allo zenzero con miele o un pizzico di cannella, questa è magia semplice.


«Per la pena il meglio è un momento di silenzio.»

Le nonne sapevano che il silenzio guarisce. Non devi subito scappare su Netflix o a un altro compito. Basta sedersi qualche minuto e percepire il silenzio – quello che arriva dentro.

Un breve rituale per ogni giorno
Al mattino posa la mano sul cuore, respira a fondo e chiedi: «Cosa mi dice oggi il corpo?» Forse ti risponderà con un dolore, forse con voglia di qualcosa di buono, forse solo con un silenzioso bisogno di calma.

Non temere, il corpo sa come fare!

A volte abbiamo la sensazione di essere in trappola nel mondo moderno. Ma il nostro corpo ricorda come essere in accordo con la natura. Anche un piccolo cambiamento, per esempio qualche minuto in più di sonno, una tazza di brodo nel silenzio calmo o qualche passo a piedi nudi nell’erba può essere ciò che ti ricollega al tuo ritmo.

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Una piccola sfida in conclusione:

Scegli un consiglio della nonna e prova a viverlo tutta la settimana. Nota come cambia il tuo corpo e come reagisce la tua anima.

Klid se dá naučit.

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