Solitudine versus isolamento: Quando la domenica sera resto solo io

Conosco la solitudine, quando è calma e spazio, e anche l’isolamento, che pesa sul cuore. La domenica sera, quando la porta si chiude e i bambini vanno dal papà per tutta la settimana, lo sento di più. Come affronto questi momenti e perché a volte mi aiutano anche i gatti, i tarocchi e i film?

i Tým autorů Calmory
Benessere mentale
5 min. di lettura 17.03.2025

Di nuovo sono sola

Domenica sera. L’ora del cambio nell’affido dei bambini. Nell’ingresso resta il silenzio, gli zaini sono spariti, le risate dei bambini si sono spente e la porta si è chiusa. I miei figli sono andati dal papà e io resto sola nell’appartamento, dove si sente solo il ticchettio dell’orologio e il mio respiro. Quelle prime ore dopo la loro partenza sono sempre le più delicate per me.

Guardo i loro letti vuoti e a volte ho la tendenza a esagerare: riordino, lavoro, telefono agli altri, scorro i social, faccio qualsiasi cosa pur di non pensare a quel vuoto. Ma più tardi la sera il silenzio arriva lo stesso.
 

Il silenzio a volte fa male

Ho vissuto anche periodi in cui stavo molto peggio. Ci sono stati anni in cui una depressione pesante mi ha messo in ginocchio e quelle sere, quando i bambini se n’erano andati e il silenzio si era sparso per casa, erano per me quasi insopportabili.

Sì, intorno a me c’erano persone che volevano starmi vicine. I genitori, mia sorella, un paio di amici. Ma sai com’è a volte: non sempre chi ci circonda ci capisce davvero, anche se ci vuole bene. Non sempre dicono quello che abbiamo bisogno di sentire. A volte assistono in silenzio, perché non sanno come aiutare, oppure scappano, perché anche per loro il dolore degli altri è pesante.

Nei giorni più duri mi chiamavano, mi tiravano fuori e mi mostravano che, anche se i bambini non sono a casa, io ci sono ancora, ho il mio posto e non sono senza valore.

La forza dei bambini

Da qualche anno i bambini non sono più fisicamente sempre accanto a me, ma sento la loro presenza. Spesso mi tornano le parole che mi hanno detto prima di partire: «Mamma, è solo una settimana, ti vogliamo bene!» Oppure un messaggio che a volte mi mandano: «Mamma, non vediamo l’ora di vederti!»
Sono le piccole cose che mi tengono, quando scivolo nella solitudine.
 

I gatti sono terapeuti

E poi ho i miei terapeuti pelosi. Sto sul divano, lascio vagare i pensieri e sento il peso del giorno cadermi addosso, e in quel momento una delle mie gatte si accoccola. Notano tutto, percepiscono quando sono fragile. Mi portano una calma che a volte cerco invano nelle persone.

I gatti mi costringono a essere presente. Presente qui e ora. Basta un loro sguardo, il fare le fusa, il calore del pelo, e per un momento sento di non essere del tutto sola. Né loro, né io.

Un proprio posto sicuro
 

E quando mi cade addosso del tutto, accendo una candela, tiro fuori i tarocchi o le carte con le affermazioni e mi chiedo: «Di cosa ho bisogno di sentire?» Pesco una carta dopo l’altra, le lascio agire su di me e con ognuna mi leggo piano ad alta voce, mi concentro sul respiro e accetto quello che mi portano.

«Ho diritto a tutte le mie emozioni, anche alla tristezza.»
«Sono qui per me. Sono abbastanza.»
«Ogni giorno in cui respiro è un passo verso il meglio.»
«La solitudine mi insegna a crescere, anche se a volte fa male.»
«Tutto quello che cerco, lo ho già da tempo dentro di me.»

E quando nemmeno questo basta, trovo rifugio nei film:

  • Mangia Prega Ama, un promemoria che la ricerca di sé inizia nei momenti di solitudine.
  • Il diario di Bridget Jones, per quei momenti in cui è meglio ridere dei propri passi falsi.
  • Sotto il sole della Toscana, perché anche i sogni in frantumi si possono ricostruire in qualcosa di bello.
  • Wild, sul fatto che a volte dobbiamo attraversare il bosco del dolore per ritrovarci.

Per te che nella mia storia riconosci te stesso

Forse proprio ora stai vivendo la stessa cosa. Forse conosci quella sensazione che il mondo va avanti, ma tu resti fermo. Voglio dirti che so come ti senti.
Non aspettare che ti inghiotta del tutto. Anche se a volte fa male e a malapena respiri, ricorda:

«Dopo ogni notte arriva il mattino e dal buio nasce la luce.»

E se ora non la vedi, prova a trovare le tue piccole ancore. Possono essere i bambini, gli amici, gli animali, i rituali o le parole sulle carte.
Credo che ognuno di noi abbia in sé quel faro silenzioso, solo a volte abbiamo bisogno di un momento di silenzio per riascoltarlo.


Abbi cura di te!
Con amore, Tony

Klid se dá naučit.

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